DR.SSA SILVIA GOGGI – MEDICO NUTRIZIONISTA

Il rapporto Eurispes 2017 ha evidenziato che gli italiani che seguono un’alimentazione Veg (senza carne né derivati) sono il 7.6%. I latto-ovo-vegetariani, che consumano anche latticini e uova, sono il 4.6%, mentre i vegani che escludono anche latticini, uova e miele sono il 3% (in crescita rispetto all’1% dell’anno precedente).

I media tuonano che escludere carne ed altri derivati animali dalla dieta è pericoloso, porterà inevitabilmente a carenze ed è una dieta assolutamente da evitare, a maggior ragione per i bambini.

È veramente così? È possibile seguire una dieta vegetariana (latto-ovo-vegetariana e vegana) fin dallo svezzamento?

Quando si parla di argomenti relativi alla salute è bene chiedersi, prima di interrogarsi su cosa abbiano detto in TV, cosa ne pensa la scienza.

Ebbene già nel 1977 l’American Academy of Pediatrics evidenziava i vantaggi di una alimentazione veg seguita fin dalla prima infanzia ovvero livelli di colesterolo più bassi e un minore tasso di obesità (American Academy of Pediatrics. Committee on Nutrition. Nutritional aspects of vegeterianism, health foods, and fad diets. Pediatrics. 1977 Mar;59(3):460-4).

Dal 1988 l’American Dietetic Association (oggi American Academy of Nutrition and Dietetics), la più prestigiosa associazione di nutrizionisti a livello mondiale, si esprime riguardo all’alimentazione veg, dopo un’attenta e sempre aggiornata analisi della letteratura scientifica, sempre in modo favorevole.

L’ultimo position paper risale a dicembre del 2016 e afferma che “le diete veg correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Queste diete sono adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi la gravidanza, l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta, per gli anziani e per gli atleti”.

Siete sorpresi?

Forse perché l’alimentazione vegetariana, quella vegana in particolare, viene sempre descritta con un criterio di esclusione: si pone l’accento sui cibi che esclude, ignorando l’ampia varietà di cibi che include: cereali, legumi, frutta secca e semi oleaginosi, verdura e frutta.

Tutti alimenti che, indipendentemente dal tipo di scelta alimentare compiuta, dovrebbero costituire la base della piramide alimentare.

So che vi staranno frullando in testa parecchie domande. Risponderò a tutte!

D: ma un bambino vegano, dove trova le proteine?

R: Il problema delle proteine nell’alimentazione veg è un falso problema. Gli studi hanno dimostrato che i vegetariani che seguono un’alimentazione varia che includa tutti i gruppi alimentari, assumono in media più proteine del loro fabbisogno. La paura di carenza di uno o più amminoacidi è infondata: tutti gli amminoacidi essenziali sono presenti negli alimenti di origine vegetale. In particolare i cereali, i legumi, la frutta secca e i semi oleaginosi sono alimenti ricchi di proteine.

D: senza latte e formaggi andrà in carenza di calcio!

R: i latti e gli yogurt vegetali (di cereali, di soia, di mandorle…) disponibili oggi in commercio sono ormai addizionati di tanto calcio quanto ne ha il latte vaccino. Di calcio sono ricchissime alcune verdure (broccoli, cime di rapa, rucola, cicoria, radicchio…), la soia e i suoi derivati (tofu, tempeh), le mandorle e il sesamo e… l’acqua! Il calcio dell’acqua è facilmente assorbito dall’organismo, ed esistono acque naturalmente ricche di calcio, basta guardare le etichette.

D: senza carne diventeranno anemici, la carne contiene ferro!

R: anche i legumi, i cereali, la frutta secca, i semi oleaginosi e le verdure verdi in foglia contengono ferro. Una dieta vegana ha molto più ferro di una dieta onnivora.

L’assorbimento è meno efficiente? Vero, ma con poche accortezze come l’ammollo di cereali e legumi prima della cottura e l’aggiunta di poche gocce di limone sulle pietanze o nell’acqua bevuta ai pasti, la percentuale di assorbimento arriva quasi ad equivalere quello del ferro della carne. Gli studi infatti dimostrano che l’anemia da carenza di ferro è diffusa in egual modo tra vegani e onnivori. Più a rischio invece sono i latto-ovo-vegetariani: i latticini non contengono ferro!

D: sarà dipendente dagli integratori a vita!

R: l’unico integratore necessario in un’alimentazione veg (sia vegana che latto-ovo-vegetariana) rispetto ad una dieta onnivora è la vitamina B12. Per tutto il resto (vitamina D, DHA) valgono le stesse raccomandazioni della popolazione onnivora.

D: ma cosa mangiano questi poveri bambini, che vita triste!

R: per colazione del latte vegetale aromatizzato con del cacao, e del pane spalmato di crema di nocciole. Come spuntini frutta secca o disidratata, a pranzo e cena pasta o altri cereali con sughi di verdura e legumi, frittate con farina di ceci, stick di verdure da intingere in pesti di basilico e tofu… anche i dolci possono essere preparati senza latticini né uova!

Ma perché un genitore dovrebbe scegliere di crescere i figli con un’alimentazione veg?

Sono noti a tutti le ragioni etiche nei confronti degli animali, ma spesso vengono dimenticati i risvolti positivi sulla salute e sulla sostenibilità.

Le diete vegetariane sono in grado di prevenire sovrappeso ed obesità, le cause delle più diffuse patologie del mondo occidentale (diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiovascolari), il tutto con un minimo impatto ambientale: anche il pianeta ringrazia!

L’unica raccomandazione è quella di farsi seguire nei primi passi dell’alimentazione veg del bimbo da un professionista che saprà indirizzare i genitori ad una corretta educazione alimentare e prescrivere la giusta integrazione di vitamina B12, come ricordato anche nel recente documento dell’ESPHGAN, la European Society for Pediatric Hepathology, Gastroenterology and Nutrition sull’alimentazione complementare del lattante, (Fewtrell M, Bronsky J. Complementary Feeding: A Position Paper by the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN) Committee on Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2017 Jan;64(1):119-132).

Con questa finalità è stato realizzato l’Ambulatorio Baby Green di Humanitas San Pio X: