ERIKA CONSONNI – PEDAGOGISTA

Computer sì, computer no. E’ giusto che i bambini sia dalla più tenera età giochino con il cellulare? La televisione, quante ore al giorno? Quali programmi? Insomma, le domande dei genitori di fronte all’utilizzo dei vari dispositivi a tecnologia digitale sono tante.

Ci sono diverse correnti di pensiero tra gli esperti dell’età evolutiva: c’è chi è pro e chi è contro. Una cosa però è da considerare in qualsiasi caso: l’avvicinamento dei bambini e dei ragazzi alle nuove tecnologie è inevitabile e non può nè deve essere ostacolato. Piuttosto, i bambini devono essere guidati verso un uso consapevole. Compito che spetta in primo luogo ai genitori e agli altri adulti di riferimento.

L’ambiente familiare rappresenta il luogo in cui avviene il primo contatto con la tecnologia ed è quindi di fondamentale importanza la partecipazione educativa dei genitori all’esperienza digitale dei figli.
Vediamo quali sono i più comuni dispositivi e come poter aiutare e accompagnare i bambini nel loro utilizzo.

 

TELEVISIONE

La televisione costituisce uno dei mezzi di informazione e di svago più diffusi.
Se utilizzata in modo appropriato può essere utile per l’informazione, lo studio e il divertimento. Alcuni programmi possono aiutare i bambini ad arricchire le loro conoscenze.

Se utilizzata in modo inappropriato, invece, pone il bambino in una posizione di immobilità e quindi aumenta il rischio di sovrappeso e obesità, diminuisce la capacità di concentrazione e interferisce con la qualità delle relazioni familiari. La visione di programmi televisivi non appropriati può trasmettere disvalori, quali il consumismo, l’aggressività, l’oggettivazione del corpo specialmente femminile e indurre a comportamenti violenti.

Gli effetti negativi della televisione possono essere limitati se non si supera un massimo di 1 ora al giorno quando i bambini sono piccoli e 2 ore quando i bambini iniziano ad essere più grandi (il tempo per vedere un film o un cartone animato lungo tutto per intero). E’ importante che i genitori guidino alla scelta dei programmi televisivi e possibilmente accompagnino i figli nella visione prediligendo momenti di condivisione e creando occasioni di discussione riguardo a ciò che si è visto.

La televisione nella stanza del bambino è sempre da evitare.

Cosa vedere? Il mio consiglio è quello di prediligere cartoni animati semplici con stimoli sonori, immagini grandi e lente specialmente per i più piccoli. Guardare documentari o film per bambini per i più grandi. Prediligere i canali per i bambini rispetto a quelli per adulti permette di tenere meglio sotto controllo quello a cui si espone il bambino.

Ricordate che i personaggi dei cartoni animati diventano fonte di identificazione per il bambino, possono diventare amici immaginari e compagni di gioco. Vietarne la visione è controproducente perché, specialmente quando arrivano alla scuola primaria, i bambini raccontano e parlano tra loro anche di questi programmi. Un bambino completamente ignaro della loro esistenza, può essere allontanato dal gruppo o sentirsi estraneo.

Il mio consiglio, piuttosto che vietarne la loro visione categoricamente, è quello di guardare insieme al bambino il programma spiegandogli se ci sono cose che a noi adulti non piacciono, mediandone i contenuti. Consiglio di evitare la visione dei telegiornali in presenza di bambini troppo piccoli, i quali potrebbero rimanere impressionati da certe immagini e servizi.

 

TECNOLOGIA DIGITALE BAMBINI - ERIKA CONSONNI

 

VIDEOGIOCHI​

I videogiochi sono un piacevole mezzo di intrattenimento, che si sta diffondendo anche tra i più piccoli con prodotti ad hoc. Alcuni si presentano come strumenti educativi e stimolanti per alcune funzioni quale la coordinazione visuo-motoria e l’apprendimento. Ma è davvero così?

Giocare individualmente e in compagnia è un’attività fondamentale per lo sviluppo del bambino e questa attività non deve essere confinata all’uso di videogiochi. Esistono moltissime altre attività di gioco, da effettuarsi sia con l’ausilio di giochi educativi prodotti a questo fine, sia con l’utilizzo di materiali disponibili in casa e in spazi esterni. Queste attività si possono svolgere sia individualmente che, meglio ancora, in compagnia e sono in grado di stimolare molto di più dei videogiochi la fantasia, la motricità, la memoria e la socializzazione.

I videogiochi invece chiudono il bambino in un gioco unidirezionale e possono creare dipendenza. Nei casi più estremi si trovano a preferire il mondo virtuale a quello reale. Molti dei contenuti possono indurre ansia e aggressività. Possono rendere i bambini irritabili, incoraggiare pensieri e atteggiamenti negativi e violenti e determinare insonnia. Inoltre i videogiochi possono portare a sviluppare o a consolidare difficoltà relazionali con i coetanei, incoraggiano la competizione continua e l’isolamento, diminuiscono la capacità di lavorare in gruppo e possono causare problemi di sovrappeso.

Se proprio non si può farne a meno l’importante è evitare i videogiochi a sfondo violento e limitare l’uso di Wii e Playstation nell’arco della giornata. Anche in questo caso, prima di acquistare un videogioco, è importante che i genitori ne conoscano i contenuti e magari cerchino dei momenti di condivisione durante il suo utilizzo. Ad esempio, mi vengono in mente diversi videogiochi Wii che prevedono l’interazione e la competizione tra due o più partecipanti.

 

CELLULARI, SMARTPHONE E TABLET

I cellulari, piccoli dispositivi che i bambini vedono costantemente in mano agli adulti. Sono lo strumento con cui ci si può chiamare ma non solo. Oggi gli smartphone sono in grado di metterci in contatto con il mondo intero attraverso internet o di attivare una chat in contemporanea tra più persone. Inoltre, c’è tutto un mondo legato alle app, video, musica…Insomma, è ormai risaputo che il cellulare non si utilizza più solo per chiamare. Come può un bambino non esserne attratto? Ecco, quindi, che i dispositivi mobili oggi vengono usati molto anche dai più piccoli.

I genitori lasciano spesso il proprio dispositivo digitale ai figli sin dai primi anni di vita consentendo loro di utilizzare le app. È importante che l’utilizzo di tablet e smartphone sia calibrato in rapporto alla maturità del bambino e che si tratti di un’attività condivisa. Sarebbe quindi di fondamentale importanza privilegiare, ad esempio, l’uso di applicazioni che consentano il gioco collaborativo, quello cioè che spinge genitori e bambini a giocare insieme oppure quelle applicazioni con canzoncine e interattività che possono stimolare il bambino.

Quando i bambini hanno in mano il cellulare bisogna fare attenzione alla connessione internet. E’ possibile attivare dei blocchi per il controllo dei genitori per limitare i contenuti a cui i bambini possono avere accesso.

Non tralasciamo la motivazione più importante per cui il cellulare è nato: poter chiamare e mettersi in comunicazione con le persone in qualsiasi momento. Cellulari, smartphone e tablet possono servire anche a questo, attraverso videochiamate e programmi come Skype che permettono di parlare e vedere parenti e amici lontani.

Consiglio di non dare ai bambini sotto i 18 mesi dispositivi mobili e tablet e, comunque, anche dopo, non lasciare i bambini da soli con questi dispositivi. Fateli utilizzare sempre con la presenza e l’interazione dell’adulto che può verificare e spiegare i contenuti e interagire durante la visione di video e cartoni animati.

A partire dai 18 mesi, possiamo sfruttare l’interattività di molte app in quanto il bambino diventa più attento e interessato a toccare, schiacciare e ascoltare ciò che viene richiesto dal gioco. In questo caso, alcune app, possono diventare fonte di apprendimento e curiosità.

 

Cosa ne pensano i Pediatri Italiani?