DR. MARCO NUARA – PEDIATRA

Quanto sono importanti l’attività fisica e lo sport per i nostri bambini? 

Tutti gli esseri umani, e anche gli animali, necessitano di una adeguata attività motoria quotidiana per mantenersi in buona salute.

Già nel primo anno di vita è importante mettere il bambino nelle condizioni di muoversi liberamente nello spazio affinchè maturi un adeguato sviluppo psicomotorio. Inizialmente si tratterà di giocare sul tappeto, afferrare e lanciare oggetti, costeggiare la culletta o il divano, arrampicarsi su mamma e papà, ma anche partecipare a corsi di acquaticità in piscina. Fino al gattonamento e i primi passi, attorno all’anno di vita.

Da allora il bambino inizierà a muoversi liberamente nello spazio e le sue giornate saranno caratterizzate da passeggiate, corse e gioco con la palla. Con lo sviluppo del linguaggio il gioco non sarà più solo movimento, ma anche una occasione di socializzazione.

Camminare, correre, pedalare, giocare, socializzare aiuta il bambino a crescere sia dal punto di vista fisico, sia psicologico. Se poi queste attività vengono svolte con i genitori diventano l’occasione per questi ultimi di trascorrere il tempo insieme con i propri figli, rafforzare il legame genitori-figli e mantenersi in forma.

 

Quante ore vanno dedicate alla settimana?

L’American Academy of Pediatrics raccomanda che i bambini svolgano almeno un’ora di attività fisica al giorno, tutti i giorni. Non è detto che questa debba essere rappresentata per forza da uno sport, ma può essere anche la passeggiata o la biciclettata in famiglia. Nell’età prescolare infatti è importante insegnare al bambino il piacere di giocare, muoversi e socializzare, meglio ancora se all’aperto. Il limite è che nelle città gli spazi per il gioco all’aria aperta e le piste ciclabili sono spesso inadeguate.

Molti genitori hanno timore che il bambino che gioca all’aperto possa ammalarsi più spesso, in realtà è vero il contrario. Le infezioni proliferano nei luoghi chiusi. Giocare all’aria aperta rinforza il sistema immunitario, espone ad una minore concentrazione di inquinanti, previene obesità, sedentarietà e depressione. Fa bene ai bambini e ai genitori che li accompagnano.

 

Nell’età scolare, dopo i 6 anni? Quale scegliere?

Quando inizierà la scuola e di conseguenza si limiterà il tempo dedicato all’attività fisica, incoraggiate il bambino a praticare uno sport che gli offra la possibilità di muoversi, sfogarsi e divertirsi. Lo sport sarà inoltre utile ad imparare a confrontarsi con gli altri, affrontare le difficoltà e la fatica, rispettare le regole.

Allo stesso tempo cercate di limitare i nemici dello sport: la televisione, i videogiochi, il tablet ecc.

La scelta dello sport da praticare deve tenere conto dell’età del bambino e delle sue preferenze. Consiglierei di proporre inizialmente gli sport che stimolano uno sviluppo simmetrico del corpo, ove prevalga l’aspetto ludico e di interrelazione con gli altri bambini: nuoto, danza, arti marziali, atletica leggera, rugby.

Ma la condizione più importante è che lo sport sia scelto dal bambino e non dal genitore, deve praticarlo con piacere. Fate apprezzare gli aspetti positivi dello sport (salute, divertimento, socializzazione) senza sottolineare eccessivamente l’aspetto agonistico, che potrebbe diventare motivo di stress e di frustrazione.

Stabilite un rapporto di conoscenza e confronto con l’allenatore, che rappresenta a tutti gli effetti un’educatore e una guida per vostro figlio.