FEDERICA PIRRONE – MEDICO VETERINARIO

I cani sono animali altamente sociali, che fanno della socialità e della lealtà verso il gruppo familiare (canino o umano, non cambia) le proprie regole di vita. Sia esso cucciolo o adulto, il cane ce lo dimostra già nei primi momenti di convivenza con il proprietario, che diventa rapidamente il suo referente sociale, verso il quale sviluppa un attaccamento paragonabile a quello che si crea tra il bambino e la sua figura primaria di accudimento. E’ un meccanismo reciproco, regolato dallo stesso quadro ormonale. Quando un cane e il suo proprietario si guardano è un tripudio di ossitocina, che si libera in maniera sincrona e direttamente proporzionale in entrambi, proprio come avviene tra un bimbo e la sua mamma o il suo papà!

Lo sviluppo comportamentale del cane si ferma in corrispondenza della fase giovanile, così anche quando è adulto, ossia capace di riprodursi, sotto certi aspetti rimane immaturo. Per questo i cani, a differenza di altri animali, continuano a giocare anche da adulti e dipendono dai loro amici umani – che secondo il modello di gruppo familiare non è poi tanto sbagliato chiamare “genitori”- per tutta la vita. Il gioco permette una corretta attivazione mentale del cane, è un bisogno fondamentale di tutti i cani. Tutti i cani hanno bisogno di utilizzare la propria intelligenza.

Cos’è il gioco per i cani? 

Partendo dalla definizione di Immelmann (1988) cominciamo col dire che, per gioco, si intende una sequenza di comportamenti privi di un fine serio, che riproducono senza serietà moduli comportamentali o elementi di questi espressi, invece, con assoluta serietà in altri contesti. Nel gioco del cane, in particolare, si possono ritrovare atteggiamenti sessuali (gioco di monta, esibito dall’80% dei cuccioli maschi già verso le 6 settimane di vita), di fuga, di attacco e cattura della preda, di manipolazione di oggetti.

Il cane gioca quando è completamente rilassato, quando è sazio e non assetato, e non è occupato in altre attività di primaria importanza, tra cui il riposo. Di tutti i vari tipi di gioco, certamente tra i preferiti dal cane troviamo il gioco sociale strumentale, cioè cimentarsi nel tira e molla col suo proprietario, oppure il gioco solitario di movimento, tipico di quelle corse sfrenate che molti cuccioli di cane (e di gatto) fanno per casa!

Durante il gioco sociale, mentre si divertono in un ambiente relativamente privo di pericoli, i giovani individui imparano quali comportamenti sono accettabili per gli altri (quanta forza possono mettere in un morso, quanto rudemente possono interagire con gli altri) e in che modo risolvere i conflitti. Verso i 2-3 mesi di vita, il morso è il comportamento di gioco più frequente. Se ne sarà sicuramente accorto chi di noi ha adottato un cucciolo! Cuccioli di questa età possono già infliggere morsi dolorosi e le violente reazioni suscitate nei fratelli e nella madre insegnano loro ad inibire la forza del morso.

I problemi insorgono quando i cuccioli sono orfani o vengono allontanati troppo presto dalla cucciolata. Non imparando ad inibire il morso, da adulti possono avere problemi a rapportarsi con gli altri cani o con le persone. Diventa quindi fondamentale il ruolo del proprietario, che spesso tollera i morsi del cucciolo e, invece, deve sforzarsi di scoraggiarli, interrompendoli immediatamente (punizione negativa= togliere qualcosa di gradito al cane= “non gioco più”). In questo modo, il proprietario contribuirà ad avere vicino a sé un cane che, anche da adulto, avrà imparato ad autocontrollarsi.

Esistono segnali che indicano l’inizio del gioco e che ne mantengono lo spirito. Attraverso questi segnali il ricevente viene informato che il comportamento del compagno non deve essere preso sul serio. Si chiama metacomunicazione.

Come comunicano?

La capacità del cane di segnalare che sta giocando insorge molto precocemente. Già dall’età di 4 settimane il cucciolo è in grado di chiarire le sue intenzioni. Per fare ciò si basa sul segnale più frequentemente utilizzato per iniziare un’attività ludica, l’inchino: il cane abbassa la parte anteriore del corpo e scodinzola. E’ un segnale innato, una postura stabile da cui l’animale può facilmente passare ad altri comportamenti, e che permette di tenere la testa al di sotto di quella dell’altro, in una posizione chiaramente non offensiva. Altre volte il cane sollecita al gioco alzando la zampa anteriore: si avvicina a un altro cane o a noi, e con uno degli arti anteriori dà delle zampate.

 

Come giocano?

Ai segnali di sollecitazione al gioco segue poi la tipica sequenza ludica, che può essere caratterizzata da approcci con fuga (per avviare un inseguimento) (Fig.1), leccate sul muso dell’altro, cambiamenti di direzione improvvisi, attacchi con morsicature (Fig.2), scuotimenti della testa durante i morsi, lotte con rotolamenti, ancora attacchi reciproci con morsi inibiti e spinte con gli arti anteriori. La durata di una tipica sequenza di gioco varia dai 5 ai 20 minuti nei cuccioli di età compresa tra le 4 e le 7 settimane. Esiste una correlazione inversa tra gioco ed aggressività. Più si manifesta il gioco, meno si manifesta l’aggressività. Non è un caso, infatti, che cuccioli di cane giochino sette volte più frequentemente di cuccioli di coyote, e 3 volte più frequentemente di cuccioli di lupo!

GIOCHI DA CANI

Fig. 1 Inseguimento giocoso (Credits: Dott.ssa L. Pierantoni, CAN – Comportamento Animale Napoli)

Il cane ha bisogno di correre, ma questo non significa che la necessità sia uguale in tutti i cani o che il cane correrà quando è solo. I cani corrono se possono giocare con qualcuno, esplorare un posto nuovo o rincorrersi con altri cani, ma difficilmente corrono soli. Spesso pensiamo che avere a disposizione un giardino per il cane sia sufficiente. In realtà il giardino è un ambiente monotono e povero di stimoli, che, a lungo andare, può provocare noia e stress. I cani che vivono nei giardini, non a caso, difficilmente corrono, ma restano accucciati per gran parte della giornata.

GIOCHI DA CANI

Fig. 2 Gioco sociale intraspecifico (Credits: Dott.ssa L. Pierantoni, CAN – Comportamento Animale Napoli)

Per aumentare il tempo che il cane investe nelle diverse attività, e in base alla sua indole, si possono proporre diversi tipi di giochi. Ad esempio, giochi di attivazione mentale, in cui si offre cibo di difficile consumo. Può essere contenuto in appositi distributori (es. la kong-snack ball) chiuso in scatole o cassetti (Fig.3), o seminato nel prato. I vantaggi dell’attivazione mentale sono innumerevoli: lo sviluppo delle capacità cognitive e della capacità di ragionare del cane, l’acquisizione di maggiore sicurezza in sé, il consolidarsi della relazione tra cane proprietario.

GIOCHI DA CANI

Fig. 3 Gioco di attivazione mentale (Credits: Dott.ssa L. Pierantoni, CAN – Comportamento Animale Napoli)

Inoltre, così si sfrutta l’utilizzo del fiuto, che nel gioco è fondamentale. L’olfatto è il senso più sviluppato nel cane, che si configura il mondo sotto forma di immagini olfattive. Quindi, stimolare il fiuto significa indirettamente stimolare le capacità intellettive del nostro amico.

Ancora, il cane ha bisogno di masticare, è proprio un’esigenza, e dovrebbe farlo almeno 1 ora al giorno. Quanto ci mette a mangiare i croccantini? Molto meno, qualcuno anche pochi secondi! Aumentare il tempo speso a masticare offrendo giochi di gomma, o meglio ancora legni, ossa vere o di pelle di bufalo è certamente un’opzione corretta e salutare. Altrettanto può esserlo consentire al nostro cane di mimare comportamenti della sequenza di caccia, come l’osservazione (es., permettendogli, se è tranquillo, di guardare dalla finestra), l’inseguimento (es., con la palla o il freesbe) e il riporto della preda (es., palla o bastone). Si possono anche scegliere giochi che simulano il consumo della preda, come il tira e molla con una corda o un peluche da distruggere.

 

Le gerarchie sociali

Le ipotesi secondo le quali le gerarchie sociali possano essere influenzate dal gioco, per cui lasciare vincere un cane può portarlo a sentirsi più dominante sono risultate infondate. Il comportamento dei cani in particolari situazioni correlabili con la dominanza (rimuovere la ciotola, rimuovere un giocattolo, spingere il cane verso il basso, contatto visivo, etc.) è stato valutato prima e dopo che gli animali avevano vinto e perso i 2/3 di 24 sessioni di tiro alla fune. Non sono stati rilevati cambiamenti significativi nei comportamenti esaminati. Questo vale anche per il gioco intraspecifico. Non ci sono evidenze che il gioco tra cani possa influenzare le gerarchie sociali. Come si diceva poco sopra, i giocatori sanno che stanno giocando!

D’altra parte, durante il gioco alcuni cani possono manifestare forme di aggressività ludica, che si manifesta con abbai, tentativi di mordere e ringhi durante l’attività giocosa. Si parla più correttamente di gioco inappropriato, in quanto può essere messo in relazione proprio col fatto che tali soggetti non hanno mai imparato a giocare in maniera appropriata. Ciò può essere imputabile ad un abbandono, alla mancanza d’interazione nei canili dove si trovavano prima di arrivare da noi, ma anche ad errori di gestione del proprietario. Pensiamo all’isolamento sociale, dovuto all’impossibilità di incontrare altri cani in normali situazioni di gioco, o al non avere abituato il proprio cane a giocare appropriatamente perché, volontariamente o meno, lo si è incoraggiato al gioco violento.

Il gioco sano e positivo è il gioco controllato, basato sulla calma, il controllo dell’agitazione, il controllo del morso e la non-violenza! E allora rimanete sintonizzati, perché nel prossimo contributo svelerò come si può insegnare al nostro cane a giocare in modo sano, divertente e controllato!