SILVIA GOGGI – MEDICO NUTRIZIONISTA

A Novembre 2010 la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO come un patrimonio culturale immateriale dell’umanità.È uno stile di vita basato prevalentemente su prodotti vegetali, che promuove le risorse del territorio, la stagionalità e la convivialità.

Un errore comune, però, è quello di considerare “Dieta Mediterranea” ogni ricetta facente parte della cucina italiana: dai pizzoccheri agli arrosticini, dallo gnocco fritto con salumi fino alle lasagne alla bolognese.
Il consumo a pranzo e cena di alimenti di derivazione animale, purtroppo molto diffuso oggigiorno, era ai tempi della “scoperta” della dieta mediterranea appannaggio delle sole classi abbienti, con effetti deleteri sulla salute.
Ancel Keys, il medico che descrisse questo benefico stile di vita, si accorse che le classi più benestanti, che consumavano quotidianamente carne e più formaggi, avevano un peggior profilo di rischio cardiovascolare rispetto ai contadini la cui dieta si basava per la maggior parte su legumi, cereali e verdure.
Prendiamo quindi esempio da chi la dieta mediterranea la praticava per davvero, e non diamo per salutare a prescindere la nostra alimentazione per il solo fatto di vivere in questo paese dove si sa, la cucina è la migliore al mondo.
Questo menu settimanale è interamente ispirato alla tradizionale cucina italiana regionale, da nord a sud, con qualche piccolo adattamento per rendere ogni piatto a prova di mamme sempre di corsa e bambini esigenti.
C’è anche un dolce… “gratis”!

 

Lunedì

Lagane e ceci (Campania)

Tiella di carciofi e patate al forno (Puglia)

Nessuno di noi di lunedì si metterà a preparare pasta fresca e a stenderla con il mattarello, quindi delle comuni fettuccine o tagliatelle secche andranno benissimo per fare le veci delle lagane, un tipo di pasta piatto e largo della tradizione campana.
In una pentola dai bordi alti soffriggete del’aglio con del rosmarino.
Aggiungete la passata di pomodoro, i ceci già cotti (è lunedì, vanno bene quelli in vasetto) e cuocete per una mezz’oretta. Quando il pomodoro si sarà addensato aggiungete la pasta appena scolata.

Cuocete le patate e i carciofi (anche surgelati, è lunedì) a vapore per 10-15 minuti. Metteteli in una teglia (tiella) da forno, ricopriteli di pangrattato e di un trito di aglio e prezzemolo. Cuocete in forno a 200°C per 15-20 minuti.

 

Martedì

Fusilli con pesto alla trapanese (Sicilia)

Cicoria con fagioli (Calabria)

Il basilico e l’aglio (se vi piace) del classico pesto affiancano le mandorle in luogo dei liguri pinoli e i pomodori asciugati al sole (metteteli a rinvenire in acqua tiepida). Il tutto viene frullato con olio per un condimento pronto in pochi minuti, il tempo che bolle l’acqua della pasta!

La cicoria, così come le mandorle, è ricca di calcio.
Sbollentatela in acqua salata per 10 minuti, e ripassatela in una padella con aglio e olio (il peperoncino aggiungetelo dopo che avrete tolto quella per i bambini più piccoli, se il piccante dà loro fastidio).
Selezionate le foglie più tenere per i bambini, eliminando la costa centrale che conserverete per voi adulti!
Quando la cicoria si è bene insaporita, aggiungete i fagioli cannellini lessati e ripassate in padella ancora per quale minuto.

 

Mercoledì

Zuppa di cipolle con crostini (Toscana)

Macco di piselli con finocchietto (Sicilia)

Diventato un tipico piatto francese, la zuppa di cipolle è invece di origine tutta toscana!
Fate cuocere le cipolle tagliate a spicchi in una pentola dai bordi alti con un po’ di olio, senza farle scurire. Aggiungete 1 cucchiaino di zucchero, sale e coprite con brodo vegetale.
Quando saranno cotte, frullate con qualche colpo di minipimer per rendere il tutto di una consistenza gradevole anche ai bambini, e completate con delle fette di pane tostato in forno.

Il macco di piselli altro non è che un purè di piselli soffritti con carota e sedano.
La ricetta originale prevede i piselli secchi, ma quelli surgelati andranno benissimo!
Prima di frullare il purè con brodo vegetale quanto basta a conferire una consistenza cremosa ma piuttosto densa, aggiungete del finocchietto finemente tritato.

 

Giovedì

Pisarei e fasò (Emilia Romagna)

Verdure con salsa verde (Piemonte)

Strano ma vero, l’Emilia Romagna vanta nella sua tradizione culnaria non solo tortellini, prosciutti e parmigiano ma anche questo delizioso piatto povero!
Per risparmiare sulla farina, infatti, questa veniva “tagliata” con del pangrattato e il tutto venica impastato con acqua.
Dall’impasto si ricavavano delle palline che venivano schiacciate con il dito e buttate in acqua bollente.
Si condiscono con un sugo di pomodoro e fagioli borlotti, con una generosa spolverata di prezzemolo.

Sempre a proposito di prezzemolo e di cucina povera, la conoscete la salsa verde?
Tipica del Piemonte, si ottiene frullando prezzemolo, pane vecchio bagnato, pinoli, olio e – se vi piace – anche aglio.
È perfetta per condire verdure leggermente sbollentate come broccoli, carote o cavolfiore.

 

Venerdì

Medaglioni di cecina con verdure (Toscana)

Strudel alle mele, uvetta e pinoli (Trentino)

La farinata di ceci (cecina) è un classico della cucina regionale di Liguria e Toscana.
Preparate la pastella di farina di ceci, acqua, sale e olio e fatela riposare il più possibile. Invece di cuocerla in forno, versatela in una padella molto piccola unta di olio e ben calda.
In questo modo otterrete dei dischi che potrete decorare con rucola, patate padellate, cipolle rosse stufate e tutto ciò che vi suggerisce la fantasia!

Per lo strudel vi serviranno della pasta sfoglia rettangolare, delle mele a cubetti, dell’uvetta e dei pinoli. Essendo venerdì vi capisco se la prendete una pasta sfoglia già pronta, anche perché l’ultima volta che l’abbiamo usata in un menu era più di 2 mesi fa.
In una ciotola preparate il ripieno dello strudel con mele, pinoli, uvetta, scorza di limone e una generosa dose di cannella.
Adagiate il ripieno sulla pasta sfoglia e formate una spirale arrotolando in modo che abbracci tutto il ripieno, e sigillate le estremità.
Spennellatelo in superficie con del latte di soia e infornatelo a 200°C per mezz’ora. Otterrete così il vostro “dolce gratis”!
Cosa significa “dolce gratis”?
Significa che non avendo zucchero aggiunto può essere consumato senza essere considerato un’eccezione! 😉