ERICA IGNAZZI – OSTEOPATA

L’otite media cronica e l’otite media acuta ricorrente sono tra le affezioni più frequenti che colpiscono i bambini nei primi 5 anni di età.
La diagnosi effettuata dal pediatra o dall’otorinolaringoiatra risulta indubbiamente di primaria importanza.  Normalmente, la terapia prevede l’utilizzo di antibiotici e, nei casi più importanti, anche il ricorso alla chirurgia come l’asportazione delle adenoidi. In un’ottica multidisciplinare, l’osteopatia può essere considerata come un ulteriore apporto alle terapie scelte, non sostituendosi mai al trattamento farmacologico più opportuno.

Ma partiamo dall’inizio…

Le Tube di Eustachio, strutture anatomiche in cui si localizza l’infezione, sono i canali che mettono in comunicazione la parte interna del naso (rinofarige) con l’orecchio, fino alla porzione retro timpanica. Sono collocate all’interno dell’osso temporale.
L’otite media colpisce maggiormente i bambini a causa della conformazione anatomica (sia forma che posizione) proprio di questi canali. Nei bambini infatti le Tube di Eustachio sono infatti più orizzontali, più corte (9mm vs 18mm) e più tondeggianti rispetto a quelle dell’adulto.

Queste caratteristiche non consentono il corretto drenaggio del muco dall’orecchio medio verso le altre vie aeree. Di conseguenza il catarro tende più facilmente ad accumularsi, provocando l’aumento della pressione interna e la percezione del dolore. Inoltre il ristagno del catarro costituisce un ambiente ideale per la proliferazione delle infezioni, specialmente batteriche che, se ripetute, possono danneggiare il timpano e le strutture dell’orecchio interno.

Qual è il punto di vista osteopatico?

L’osteopatia sostiene l’esistenza di un movimento, indipendente dalla respirazione e dalla funzionalità di tutti i nostri organi, che si protrae dalla nascita alla morte e coinvolge proprio le ossa del cranio. Tale movimento è molto leggero e funziona da ‘pompa’ sui fluidi, indipendentemente dalla posizione della testa (non è influenzato dalla gravità). In particolare, a livello delle ossa temporali, favorisce il drenaggio delle Tube di Eustachio.
Spesso, le compressioni subite dal cranio del bambino durante il parto, possono generare una disposizione in intrarotazione delle ossa temporali, mono o bilaterale. Questa condizione, ovviamente, altera il movimento di cui ho scritto sopra. Qualora esso sia ridotto solamente da un lato, il bambino sarà più portato a sviluppare infezioni solo nell’orecchio corrispondente. L’osteopatia, ripristinando l’effetto ‘pompa’, interviene sulla predisposizione del bambino riducendo il rischio di avere infezioni ricorrenti alle orecchie.

In uno studio del 2011 di Morin et al., dopo aver valutato 65 bambini di età compresa tra 6 e18 mesi, è stato riscontrato che il 35% di loro aveva una restrizione significativa della mobilità dell’osso temporale. Dal follow up è emerso che questi bambini hanno avuto infezioni dell’orecchio significativamente maggiori rispetto ai bambini senza restrizioni. Una disfunzione osteopatica importante dell’osso temporale costituisce dunque un fattore di rischio meccanico direttamente correlato alla posizione della tuba di Eustachio.

Cosa si può fare durante il trattamento osteopatico?

Il trattamento prevede la valutazione e la manipolazione di diverse componenti, tramite tecniche leggerissime e assolutamente indolori.

  1. La componente biomeccanica: ripristino dei corretti rapporti articolari con le strutture adiacenti (osso sfenoide, osso occipite, mandibola)
  2. La componente cranica: ripristino del corretto movimento delle ossa e della funzione di pompaggio delle secrezioni
  3. La componente circolatoria e respiratoria: i ‘motori’ dello spostamento dei fluidi all’interno del nostro corpo sono i diaframmi (pelvico, addominale e tentorio del cervelletto). La loro azione sinergica durante la respirazione garantisce il corretto funzionamento anche dei sistemi linfatico e circolatorio. Correggere una eventuale disfunzione osteopatica presente nel cranio o nel collo migliora quindi anche l’azione locale di questi sistemi a livello della Tuba di Eustachio, rimuovendo dall’orecchio medio eventuale materiale purulento.

 

Bibliografia

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