LAURA CERMINARA – LOGOPEDISTA

Il valore dell’attesa

I genitori aspettano emozionati il giorno in cui il loro bambino dirà le sue prime parole, ma per arrivare a quel giorno vanno affrontati una serie di passaggi. Le prime cose che un bambino impara, le apprende dalle sue esperienze: cosa vede, sente, tocca, assaggia e odora. Durante queste esperienze quotidiane, lui vi sente dire le stesse parole molte volte e inizia ad immaginare cosa significano. Questo è l’inizio della comprensione: il bambino apre così la porta allo sviluppo del linguaggio.

Dal momento in cui comprende un certo numero di parole, il bambino potrebbe essere pronto a dirne qualcuna. Potrebbe imitare una parola quando la sente o potrebbe iniziare ad usarla da solo. Tenete presente che potrebbe non essere in grado di pronunciarla correttamente o addirittura dire qualcosa che non suona proprio come una reale parola, ma voi avrete modo di capire cosa significa quella protoparola perché lui la userà nella stessa maniera ogni volta.

Imparare a parlare richiede tempo e ciò può essere frustrante. Siate pazienti, il vostro bambino potrebbe aver bisogno di sentire le parole più e più volte prima di provare a dirle. Anche se non dice parole, sta imparando cosa significano e questo è un passo importante lungo la strada dello sviluppo linguistico.

Usare il linguaggio è una cosa naturale nella vostra quotidianità. Per favorire l’apprendimento e insegnare al bambino a parlare non è necessario ricavare momenti specifici. Potete sfruttare il tempo che già trascorrete insieme: ogni occasione è buona per comunicare.

 

Il momento giusto

Già nei primi mesi di vita, parlate al vostro bambino come se anche lui potesse parlare. Prima osservatelo per capire cosa ha attirato la sua attenzione, poi guardatelo negli occhi e parlategliene. Enfatizzate, usate suoni e gesti divertenti e ripetete più volte le stesse parole. Il vostro bambino ha bisogno di sentire la vostra voce ogni volta che siete con lui; più l’ascolta, più scoprirà la propria e inizierà ad usarla.

Quando sarà un po’ più grande il modo migliore per incoraggiarlo a comunicare è lasciare che sia lui ad interagire con voi. Invece di guidare o dirigere voi l’interazione, lasciate che sia lui a farlo.
Il primo passo consiste nel mettersi faccia a faccia. Ogni volta che potete, fate in modo che sia facile per il bambino guardarvi dritto negli occhi. A volte è difficile comprendere ciò che gli passa per la testa. Prendersi il tempo di osservare il suo linguaggio corporeo (le sue azioni, i gesti e le espressioni facciali) vi aiuterà ad immaginarlo. Prestate attenzione a cosa sta guardando vostro figlio. Guardate nella direzione in cui cerca o indica. Scoprire cosa ha catturato il suo interesse vi aiuterà a condividere con lui molti momenti.

Aspettate

Smettete di parlare, piegatevi in avanti e guardate il vostro bambino con sguardo di attesa. In questo modo vostro figlio può imparare a comunicare. Se avete bisogno di ricordarvi di aspettare, contate mentalmente fino a 10, date al bambino abbastanza tempo affinché capisca che voi state aspettando da lui un segnale, di qualsiasi tipo. Appena lui vi darà questo segnale, rispondete immediatamente e con entusiasmo.

Ascoltate

Cercate di cogliere tutte le parole e i suoni del vostro bambino. Fate attenzione a non interromperlo, anche se avete già capito cosa vuole dire. Dovete fargli capire che ciò che dice è importante per voi. Questo lo aiuterà ad aumentare la fiducia in sé e ad accrescere la sua autostima.

Imitate

Uno dei modi migliori per entrare in sintonia con un bambino piccolo che sta iniziando a comunicare è imitarlo, copiando le sue azioni, le espressioni facciali, i suoni e le parole. Iniziate mettendovi di fronte a lui e poi fate esattamente ciò che fa lui. Imitate ogni suono che non sia il pianto in ogni momento possibile.

Interpretate

Cercare di decifrare  i messaggi di vostro figlio, mettendo dentro parole che voi pensate stia tentando di dire con le sue azioni o con i suoni. Per esempio, se muove le braccia verso di voi quando entrate nella stanza, probabilmente vi sta dicendo che vuole essere preso in braccio, così appena lo prendete dite: “Su da mamma/papà!”. È importante interpretare mettendosi nei panni del bambino. Se vostro figlio vi avvicina la sua tazza vuota per avere ancora del latte, invece di dire “Vuoi altro latte?” provate a dire quello che direbbe lui se ne fosse capace, cioè semplicemente “Latte!” oppure “Ancora!” o “Ancora latte!”. Questo perché quando voi interpretate i suoi segnali traducendoli con poche e chiare parole, insegnate al bambino il modo giusto per comunicare con voi, quando sarà pronto.

Quando non capite cosa vuole comunicare il vostro bambino, osservate il contesto per trovare indizi e indovinare cosa sta provando a dirvi. Se anche così non riuscite a comprenderlo, imitate il suono che ha emesso o la sua azione e aspettate per vedere se fa altre cose per rendere il suo messaggio più chiaro.

Assecondate

Quando vostro figlio vi fa una richiesta è importante assecondarlo, per fargli capire che comunicando può ottenere le cose che vuole. Se vi chiede qualcosa che voi non volete dargli o che non può avere, è importante comunque rispondere alla sua proposta facendogli capire che avete inteso il suo messaggio, anche se non è possibile esaudirlo. Sarà un’occasione per voi per definire dei limiti, per dire no e aiutare vostro figlio a trovare un’altra attività.

Commentate

Accompagnate le attività di vostro figlio con brevi commenti che sottolineino quello che sta facendo. Un commento può essere solo di una o due parole o una frase corta, usate sempre un linguaggio semplice e chiaro.

Chiedere a vostro figlio di produrre parole per voi, invece, non lo aiuta ad imparare a parlare.
Anzi, a volte potrebbe creare nella comunicazione l’effetto opposto, perché toglie il divertimento e la spontaneità. I bambini sanno quando voi volete veramente comunicare con loro e quando volete solamente sentirgli pronunciare una parola. Se avete bisogno di ricordarvi di non insistere, tenete a mente la regola: “Non dire mai: dì questo, dì quello…”

Il desiderio di comunicare deriva dall’avere qualcosa da dire e dal sapere che qualcuno ti ascolta. Quindi, invece di far ripetere al bambino le parole che voi pronunciate, lasciategli guidare la comunicazione e seguitelo. Per facilitarlo si devono creare più opportunità per fargli prendere l’iniziativa comunicativa, ecco alcuni spunti per aiutare il vostro bambino a fare delle richieste e a fare commenti.

 

Consigli pratici

Mettete uno degli oggetti che vostro figlio preferisce ben visibile, ma non a portata di mano e aspettate. Appena ve lo chiederà (con un gesto, un suono, una parola o semplicemente indicandolo) glielo darete.

Offritegli una piccola quantità di qualcosa e aspettate. Invece di dargli un pezzo grande di mela o un bicchiere pieno di succo, dategliene un pochino e aspettate che lui ve ne chieda dell’altro. Appena lo fa, dategliene un altro po’ e poi aspettate ancora.

Scegliete un’attività che vostro figlio non possa fare senza il vostro aiuto e aspettate.  Ad esempio, se il vostro bambino ama le bolle di sapone, invece di soffiare immediatamente le bolle, aspettate un po’ per dare al bambino l’opportunità di chiedervelo. Quando ve lo chiederà fate solo poche bolle per dargli la possibilità di chiedervelo ancora.

Proponetegli di scegliere e aspettate. Per un bambino è più facile scegliere quando gli si danno solo due alternative, possibilmente con supporto visivo (oggetti reali o figure da indicare).

Interrompete un’attività che conosce e aspettate. Quando state facendo un gioco che può andare avanti a lungo in modo ripetitivo, come giocare a cucù-settete, dondolare sull’altalena o cantare una canzoncina, fate una pausa ogni tanto, così che il bambino possa chiedervi di continuare.

Cambiate un’attività che conoscete e aspettate. Oltre a interrompere un’attività o una routine, potete anche cambiarla o saltarne un passaggio. Ad esempio, quando vestite il vostro bambino potreste fare qualcosa di “sbagliato”, come mettergli una scarpina sulla mano invece che sul piede. La sorpresa creerà un’opportunità per vostro figlio di reagire e iniziare un’interazione con voi.

Nascondete oggetti in posti inaspettati e aspettate. Lasciate che vostro figlio trovi a sorpresa un oggetto che gli piace in posti in cui non se lo aspetta, in questo modo gli offrirete l’opportunità di parlarvene o di fare commenti.

Quando capita un piccolo guaio aspettate: se mentre siete a tavola cade il cucchiaio, si rovescia l’acqua o si sporca il vestito, invece di rimediare subito aspettate qualche secondo per vedere cosa fa o dice vostro figlio. Creerete un’opportunità per lui di comunicarvi qualcosa.

Come avrete notato, il filo conduttore di tutti questi suggerimenti è l’attesa, perciò siate pazienti, come diceva Rousseau: “Bisogna perdere tempo per guadagnarne”.
Ricordate sempre che le attività che aiutano il vostro bambino ad imparare a parlare sono quelle che vi permettono di entrare in contatto e divertirvi insieme.

Per proseguire il discorso leggi anche la seconda parte.

Fonte:
J. Pepper, E. Weitzman (2017) Parlare un gioco a due, The Hanen Program