DR.SSA ELEONORA RESNATI – FISIOTERAPISTA ED OSTEOPATA

 DR.SSA ERICA IGNAZZI – OSTEOPATA

Ci sono neonati che nascono con la testa asimmetrica, altri cui la testa diventa piatta in un secondo momento. In questi casi il neonatologo o il pediatra possono dare indicazione alla valutazione e manipolazione osteopatica del bambino già nelle prime settimane di vita. L’invio avviene più frequentemente per la presenza di plagiocefalia. In questo articolo vi spiegheremo in maniera semplice di cosa si tratta e in quali casi il trattamento osteopatico può essere utile. 

 

Cos’è la plagiocefalia? 

Per plagiocefalia posizionale si intende l’alterazione della forma del cranio in assenza di anomalie a carico delle suture (le articolazioni tra due o più ossa del capo). Il neonato presenta una testa asimmetrica spesso come risultato dell’applicazione di forze esterne (posizione del bimbo in pancia, durata e tipologia del parto, conformazione del bacino della mamma…).

Per essere ancora più chiari e farvi capire al meglio, facciamo un passo indietro…

 

Quali parti della testa sono interessate? 

Possiamo suddividere il cranio in tre porzioni principali: ossa della faccia, ossa della volta e ossa della base. Nel neonato il cranio è morbido, le suture non sono ancora ossificate e la forma soprattutto delle ossa della base (parte posteriore) e della volta (parte superiore) possono subire delle modifiche. Nei casi più evidenti si possono osservare anche la perdita dell’asimmetria del viso e la deviazione della mandibola. Ogni testa subisce un ‘modellamento’ durante il passaggio nel canale del parto, il quale può risolversi spontaneamente nel tempo (la maggioranza dei casi) o permanere. In questo ultimo caso si rileva una plagiocefalia, un’evidente asimmetria che, con la posizione supina obbligata tipica dell’età, tende a consolidarsi e peggiorare.

 

Cosa serve l’osteopatia? 

L’obiettivo del trattamento osteopatico è assicurarsi che l’asimmetria non crei problemi alla mobilità del capo e del collo del neonato. Al termine del trattamento può persistere una lieve asimmetria, soprattutto se si partiva da una plagiocefalia importante o se il piccolo è giunto all’osservazione con ritardo. L’importante è evitare la permanenza di limitazioni funzionali. Il bambino deve poter muovere bene il capo in tutte le direzioni dello spazio.  Egli deve poter dormire con la testa indistintamente ruotata a destra o sinistra, deve riuscire ad attaccarsi bene ad entrambi i seni della mamma, deve essere in grado di mantenere la posizione prona, ecc.

 

Cosa fa l’osteopata?

Il trattamento è sempre preceduto da una chiacchierata con i genitori durante la quale si raccolgono informazioni utili a inquadrare in maniera specifica ciascun caso. Pertanto portate sempre con voi tutta la documentazione relativa alla nascita, al parto e alle visite mediche effettuate. Le tecniche applicate sono dolci, indolori e sempre effettuate nel rispetto della volontà del bimbo di ‘farsi toccare’. Nei lattanti il momento ideale per il trattamento è l’intervallo tra un pasto e l’altro. Il risultato finale è tanto migliore quanto prima si iniziano i trattamenti. In ogni caso è raccomandabile una prima valutazione osteopatica entro i 6 mesi di vita del bimbo.

 

Quanto dura il trattamento dall’osteopata? 

A seconda dei casi il numero di trattamenti è mediamente di 3-5 sedute nel periodo da zero a sei mesi. In alcuni casi è sufficiente un incontro, mentre nelle situazioni più complesse, quelle che comportano anche asimmetrie associate del corpo, è necessario vedersi più spesso.

 

Cosa possono fare i genitori a casa?

Il lavoro dei genitori a domicilio è fondamentale per ottenere un buon risultato. Qui di seguito qualche consiglio pratico:

1. utilizzare cuscini che consentano un appoggio migliore del cranio in posizione supina;

2. favorire la posizione di riposo laterale in sicurezza durante le ore di sonno diurno;

3. incentivare la posizione prona, soprattutto per rinforzare i muscoli posteriori del collo. Si possono utilizzare dei cuscini cilindrici o due cuscini sovrapposti dove fare appoggiare il bimbo, in modo da rendere più piacevole il mantenimento di questa posizione;

4. aiutare il bimbo a ruotare il capo dal lato opposto a quello interessato dalla plagiocefalia tramite piccoli giochi sonori o anche con la semplice voce/posizione della mamma.

 

Quali conseguenze può avere la plagiocefalia non trattata? 

Alcuni studi dimostrerebbero un’associazione significativa tra la plagiocefalia non trattata e un’aumentata frequenza di casi di malocclusione dentale e scoliosi cervico-toracica. Ci sono tuttavia dei casi nei quali il trattamento osteopatico può non essere sufficiente. Per questo è importante che l’osteopata si confronti costantemente con il Pediatra del bambino, che nei casi più complicati suggerirà gli eventuali approfondimenti diagnostici del caso.